Il dosaggio automatico del cloro in piscina e la norma UNI 10637

Leggere ed interpretare le norme tecniche non è del tutto semplice.

La norma UNI 10637 non fa eccezione, poiché in molti casi tratta lo stesso argomento in più punti e per comprendere appieno i requisiti richiesti è necessario leggere tutto il testo della Norma.

Esamineremo di seguito ciò che viene richiesto in riferimento all’obbligo di sistemi automatici di lettura e dosaggio del cloro.

Il punto 5.1.8.1 Modalità di misurazione sul campo prevede l’obbligo di utilizzare attrezzature portatili per monitorare il corretto funzionamento delle apparecchiature automatiche.

Il punto 5.5.3 Impianti di dosaggio di sostanze a base di cloro vieta l’immissione diretta in vasca di sostanze a base di cloro, includendo nel divieto anche tutti i punti accessibili agli utenti come gli skimmer, la canalina di sfioro o altro. Lo stesso punto precisa che l’immissione di sostanze chimiche può avvenire soltanto tramite impianti di dosaggio.

Sempre lo stesso punto chiarisce che: Nelle piscine di tipo A, devono essere adottate apparecchiature automatiche di misurazione e regolazione.  Questo enunciato è di fondamentale importanza, poiché andrà confrontato con quanto si dirà successivamente.

E’ quindi chiaro, senza ombra di dubbio, che nelle piscine ad uso pubblico non è possibile introdurre sostanze chimiche in acqua senza l’ausilio di apparecchiature automatiche di misurazione e di regolazione.

Quale è la differenza? Le apparecchiature di misurazione misurano, appunto, la quantità di disinfettante presente e lo devono fare in modo automatico.Le apparecchiature di regolazione invece dosano il disinfettante e ne regolano la quantità in acqua.

Quali siano le apparecchiature utilizzabili per la misurazione del cloro libero viene chiarito dal punto 5.7.3 Apparecchiature di misurazione del cloro libero:

– comparatori colorimetrici manuali (metodo DPD);

– fotometri (metodo DPD);

– misuratori amperometrici.

 

Sovrapponendo quindi gli enunciati descritti fino ad ora, si riassume:

  1. nelle piscine di tipo A è obbligatorio un sistema automatico di misurazione e regolazione del cloro.
  2. Le apparecchiature (manuali ed automatiche) di misurazione del cloro sono quelle elencate al punto 5.7.3.
  3. Le uniche tipologie di centralina che consentono la misurazione automatica del cloro utilizzabili sono quindi quella di tipo colorimetrico e quella con sonda amperometrica.

 

Fin qui, è tutto perfettamente chiaro.

 

Ma il successivo punto 5.7.5 Apparecchiature di misurazione e regolazione del potenziale redox interviene a complicare la comprensione. Dice infatti questo paragrafo che

Poiché la misurazione del potenziale redox può fornire indicazioni integrative alle analisi chimiche e chimico-fisiche prescritte, allo scopo di monitorare l’evoluzione dell’inquinamento organico dell’acqua di vasca, nelle piscine di tipo A, B e C, possono essere utilizzati sistemi basati sulla lettura del potenziale redox per pilotare gli impianti di disinfezione, ma devono essere utilizzate apparecchiature di misurazione del cloro libero in vasca, allo scopo di verificarne il funzionamento.

Questo punto appare in contraddizione con i punti precedenti, poiché sembra ammettere la possibilità di utilizzare una centralina pH-redox per le piscine di tipo A, anche per pilotare gli impianti di dosaggio del disinfettante, cosa chiaramente non consentita ai punti precedenti.

In realtà semplicemente dice qualcosa di inapplicabile, e cioè che è consentito l’utilizzo di una sonda redox per pilotare una pompa dosatrice (punto 5.7.5), ma non per leggere il valore di cloro, che deve essere obbligatoriamente letto da una apparecchiatura automatica (punto 5.5.3) I metodi per la lettura del cloro in automatico sono quelli elencati al punto 5.7.3 e tra questi non c’è il potenziale redox, che viene espressamente vietato come metodo per la lettura del cloro (punto 5.7.5).

La conclusione logica non è che una: per le piscine di tipo A è obbligatoria la centralina di lettura del cloro e non può essere una centralina pH-redox.

Certo, in tutto questo la Norma 10637 non ne esce proprio bene…. Il punto 5.7.5 sulle centraline pH-redox è stato inserito nel 2006 ed è sopravvissuto a due revisioni, senza che nessuno ne notasse l’anomalia o, comunque, la difficoltà di interpretazione. Speriamo che nella prossima revisione questa ambiguità di linguaggio venga definitivamente chiarita.